Sailorado

21/01/2009

My Music: con il tuo iPod ovunque tu vuoi

MyMusic

L’Interfaccia universale MyMusic collega qualunque autoradio con RDS ad un archivio audio esterno, come il tuo iPod

MyMusic è il dispositivo che ti permette l’interfaccia con:

  • Player APPLE iPod disponibili sul mercato a partire dal 2005, compresi ITOUCH ed IPHONE
  • Supporti USB profilo MASS STORAGE DEVICE FAT 32
  • Dispositivi ausiliari esterni, quali ad esempio CD player, connettibili attraverso jack da 3,5 mm

Caratteristica principale che distingue MyMusic da altri dispositivi similari, è la capacità di visualizzare sul display dell’autoradio i titoli dei brani e le informazioni presenti sul dispositivo collegato !!

Per agevolarne e renderne sicuro l’utilizzo, la dotazione MyMusic prevede anche un telecomando che gestisce completamente le funzioni disponibili.

Funzioni principali:

  • Gestione completa dispositivo interfacciato attraverso telecomando
  • Possibilità di selezione generazione iPod per ottimizzare la gestione dei comandi
  • Possibilità sblocco ghiera iPod anche per le versioni ante 2005 e future, grazie alla funzione FREE
  • Aggiornamento software attraverso chiavetta USB

MyMusic non inibisce il funzionamento del Caricatore CD esterno, che quindi rimane utilizzabile.

Dati tecnici

  • Alimentazione 10-16 VDC
  • Consumo a riposo 0,0015 A
  • Consumo in attività dipendente dall’apparato collegato
  • Omologazioni CE-E3
  • Range temperatura funzionamento -10 +85 °C
  • Dimensioni 25x125x83 mm
  • Peso 180 gr

Kit dotazione

  • Cablaggio collegamento iPod
  • Cablaggio collegamento USB
  • Cablaggio collegamento fonte audio esterna jack 3,5 mm
  • Coppia adattatori antenna DIN
  • Radiocomando
  • Manuale istruzioni (italiano/inglese)
Annunci

20/01/2009

Mantenere e proteggere il legno

Le particolari ed estremamente impegnative condizioni relative all’uso in ambiente marino rendono fondamentale il problema del trattamento finale dei materiali impiegati, a partire ovviamente dallo scafo sino a tutti i componenti, gli accessori e gli arredi, esterni e interni, per renderli non solo esteticamente validi ma anche e soprattutto funzionali, performanti e resistenti all’azione dell’acqua e degli agenti atmosferici.

La principale richiesta rivolta da cantieri di costruzione, di riparazione e privati, ai fornitori di prodotti vernicianti è dunque quella di valide soluzioni per la protezione, l’impermeabilizzazione e l’incollaggio. A tali esigenze rivolge particolare attenzione sin dal 1831, data della sua nascita, un’azienda ligure e quindi naturalmente coinvolta nel mercato nautico quale Boero Bartolomeo, divenuta oggi un grande gruppo internazionale: dapprima con i propri prodotti monocomponenti e bicomponenti, ai quali si sono poi affiancati anche prodotti distribuiti, come le resine epossidiche West System della Gougeon Brothers Inc, di cui Boero è dal 1993 distributrice per Italia, Francia, Slovenia e Tunisia.

Prima resina epossidica introdotta nel mercato nautico, oltre 40 anni fa, la resina West System è un adesivo strutturale marino, formulato per l’incollaggio del legno. In realtà il termine è ben lontano dal fornire un’idea corretta dell’uso delle resine West System, che consentono di collegare fra loro parti in legno in maniera forte e durevole.

Lo sviluppo delle strutture composte legno/epossidica ha infatti rivoluzionato l’impiego del legno come materiale di costruzione, consentendo di superarne gli svantaggi che ne causavano gli alti costi di manutenzione e in alcuni casi ne accorciavano la vita, rendendolo competitivo e anche preferibile rispetto ad altri materiali moderni nella costruzione di imbarcazioni.

Il rivoluzionario abbinamento legno/resina epossidica, impedendo l’assorbimento di umidità, fa sì che il legno mantenga sempre al massimo le sue caratteristiche di resistenza meccanica, tanto più elevate quanto è più secco, e che abbia la massima stabilità dimensionale, senza rigonfiamenti, incurvature e sollevamenti della nervatura, venendo così a costituire una base stabile per le pitture e vernici, che non si scrostano né spellano e non formano bolle.

La saturazione del legno o impregnazione è fondamentale con qualunque tipologia di prodotto. Ma quando parliamo di saturazione con resine epossidiche forse usiamo un termine improprio: l’impregnazione del legno è solo superficiale e ciò che intendiamo per saturazione è piuttosto la capacità di un legno saturato di epossidica di non assorbire più acqua.

Il composto legno/epossidica ha inoltre una grandissima validità strutturale, che si mostra appieno nel caso di costruzione lamellare. In questo caso, resina indurenti e addensanti sono stati accuratamente formulati per sviluppare le più elevate proprietà fisiche, mantenendo nello stesso tempo sufficiente tenacità e flessibilità per poter coesistere con gli inevitabili movimenti degli scafi e di altre strutture sottoposte a carichi similari.

La resina, opportunamente addensata, ha eccellenti capacità di colmare vuoti, riempiendo ogni difetto di contatto tra i pezzi da congiungere e ottenendo così sempre il 100% di superficie incollata.

Resina 105

+

Indurente 205 standard

Indurente 206 lento

+
1
1
1
1
Addensanti e Additivi

Resine Epossidiche


La tecnologia West Sistem® è il risultato di oltre 30 anni di ricerche ed esperienza nella costruzione e riparazione delle imbarcazioni. Grazie ad una gamma ridotta di prodotti, West Sistem® opera secondo una metodologia molto rigorosa su imbarcazioni in legno, vetroresina, acciaio o alluminio.
Il kit base è composto dalla Resina105, da indurenti, addensanti ed additivi, i quali, in diverse proporzioni, saranno utilizzati per varie applicazioni: di incollaggio, rivestimenti, laminazione, etc,

Caratteristiche
Mistura non addensata

Gocciola su pareti vericali

Consistenza
“Sciroppo”

Mistura leggermente addensata

Cola su pareti verticali

Consistenza
“Ketch-up”

Mistura moderatamente addensata

Aderisce a pareti verticali

Le creste si ripiegano

Consistenza
“Maionese”

Addensamento massimo

Aderisce a pareti verticali

Le creste stanno su

Consistenza
“Burro di arachidi”

Aspetto
sciroppo
Ketch-up
maionese
burro arachidi
Impieghi
Rivestimenti

impregnazioni prima dell’incollaggio

Applicazione di fibre di carbionio e tessuto di vetro

Laminature

Incollaggio di pannelli piani e larghe superfici

Per iniettare con siringa

Incollaggi generici

Cordonature

Fissaggio accessori

Riempimento di vuoti

Cordonature

Stuccatura di grosse imperfezioni

Incollaggio di pezzi mal aggiustati

tabella di aggiunta addensante (in % rispetto al peso)

addensante
Aspetto
Ketch-up
Maionese
Burro di arachidi
403
4 %
7 %
16 %
405
15 %
20 %
25 %
406
3 %
5 %
8 %
410
7 %
13 %
16 %

Ciascun addensante ha delle caratteristiche specifiche che permettono differnti applicazioni. La quantità di addensante aggiunta alla miscela resina/indurente determina la viscosità della miscela. Gli additivi apportano delle proprietà fisiche supplementari.

Junior Pack
Kit di riparazione

Contiene Resina 105 (500 ml) più Indurente 205 (100 ml) per effettuare piccole riparazioni

Confezione
500 ml + 100 ml
Resina 105
Resina base

Resina epossidica a bassa viscosità color ambra chiaro, che può essiccare in un campo di temperature molto vasto. Forma un solido di alta resistenza e rigidità, che ha eccellenti proprietà adesive. E’ un validissimo collante ed un’ottima barriera contro il passaggio dell’umidità

Confezione
1 Kg
Confezione
5 Kg.
Indurente 205
Veloce

Usato nella maggior parte dei casi, specie a basse temperature, per ottenere un essicamento veloce. In questo modo la resina sviluppa con rapidità le sue proprietà fisiche a temperatura ambiente. Crea una barriera eccezionale contro l’umidità. Ha un pot-life a 21° C di 15 minuti, indurisce in 5/7 ore e polimerizza completamente nel giro di qualche giorno

Confezione
0.2 Kg
(per 1 Kg di
Resina 105)
Confezione
1 Kg.
(per 5 Kg di
Resina 105)
Indurente 206
Lento

Indurente usato nei casi in cui venga richiesto un maggior tempo utile di lavoro e tempi di essicazione più lunghi, specie a temperature elevate. Ha un pot-life a 21° C di 25/30 minuti, indurice in 9 ore e polimerizza completamente in 4/7 giorni

Confezione
0.2 Kg
(per 1 Kg di
Resina 105)
Confezione
1 Kg.
(per 5 Kg di
Resina 105)
Addensanti & Additivi
Microfibre 403
Addensante ad alta densità

Mescola di fibre finissime usata per addensare la resina in applicazioni di incollaggio o stuccatura di grosse imperfezioni. La mistura ottenuta con questo addensante mantiene buone capacità di impregnazione e penetrazione, garantisce un perfetto incollaggio colmando le imperfezioni ed i vuoti tra le parti da congiungere. E’ di colore bianco

Confezione
0,15 Kg.
(per 1 lt di resina)
Confezione
0,75 Kg.
(per 5 lt di resina)
Addensante 405
Ad alta densità per cordonature

Addensante molto forte di color legno, usato per incollaggi e cordonature in interni finiti a legno. E’ di colore marrone bruciato.

Confezione
0,15 Kg.
(per 1 lt. di resina)
Confezione
0,70 Kg.
(per 7 lt di resina)
Silice colloidale 406
Ad alta densità

Addensante più versatile e più comunemente usato. Finissimo, viene impegato per incollaggi ad alta resistenza, per cordonature e per colmare grosse imperfezioni. Aggiunto ad altri additivi, migliora la spatolabilità e la grana degli stucchi che così si ottengono. E’ di colore bianco.

Confezione
0,06 Kg.
(per 1 lt. di resina)
Confezione
0,27 Kg.
(per 5 lt di resina)
Microleggero 410
Addensante microleggero a bassa densità

Forma una miscela usata soprattuto per ottenere stucchi leggerissimi e di facile utilizzo. Risulta essere particolarmente facile da mescolare e carteggiare. E’ di colore avorio.

Confezione
0,05 Kg.
(per 1 lt. di resina)
Confezione
0,20 Kg.
(per 5 lt. di resina)
Resina Poliestere
Ortofralica pre-accelerata

Il controllo visivo del pot-life e dell’indurimento è facilitato grazie al cambio di colore della miscela. Per riparazioni di scafi in polisetere. Deve essere ricoperto con un ciclo impermeabile epossidico di almeno 300 micron

codice
confezione
500 gr + catalizzatore
750 gr + catalizzatore
Gelcoat
Polyestere paraffinato, di finitura

Gelcoat polyestere isofralico bianco, pre-accelerato, polimerizzato con catalizzatore PMEC. Forma un rivestimento protettivo e di finitura. Essica a temperatura ambiente. Consigliato per la riparazione di imbarcazioni. Si applica con pennello, rullo, pistola pneumatica e/o spray ricaricabile. Diluire con acetone.

codice
confezione
250 gr + catalizzatore
1 Kg + catalizzatore
Lo staff di Sailorado ti offre la consulenza gratuita per la scelta dei prodotti più indicati per le tue necessità. Clicca qui per inviarci una mail, compilata con il maggior numero di dati possibile, ed il nostro servizio tecnico ti contatterà per aiutarti e soddisfare ogni tua necessità

14/01/2009

Ancore ed ancoraggio della barca: piccolo vademecum su Sailorado

1-2-5 ottime in generale

3-4 ottima su fango e sabbia

6 buona in generale

7 discreta in generale, ottima su fondo pietroso

Nel Mediterraneo si possono incontrare diversi tipi di fondale: di sabbia, di terra e di sassi o prismi. A seconda del tipo di fondo esistono ancore più o meno adatte, ad un corretto, facile e soprattutto duraturo ancoraggio. In caso di fondali sabbiosi, l’ancora più adatta è quella del tipo danforth (fig.2) mentre per i fondali di terra o con prismi è più affidabile il tipo ad ombrello (fig.1). Ovviamente il peso dell’ancora dovrà essere proporzionato alla stazza e alla lunghezza dell’imbarcazione, e soprattutto dovremo tenere conto della forza della corrente del tratto in cui vogliamo sostare per poter pescare, non si può di certo pensare di ancorare in corrente una barca di 5 metri con un’ancora di un chilogrammo. Un accessorio utile da utilizzare abbinata all’ancora, è una catena d’acciaio lunga almeno un metro (fig.2), la quale aiuta l’ancora a rimanere più schiacciata sul fondo in posizione corretta e ne facilita l’aggrappo.

Fig.1: ancora di tipo ad ombrello
Fig. 2 ancora di tipo danforth con
catena

Legata la catena, ovviamente, ci vuole una robusta cima di almeno trenta metri, in modo da potersi ancorare utilizzando sempre 10-15 metri di cima in più rispetto alla
profondità del fondale. In questo modo l’ancora si troverà in posizione migliore per aggrappare e la pressione esercitata dall’acqua sulla cima sarà minore, rispetto ad un ancoraggio con poca cima, permettendo così una sosta prolungata nel tempo.

La barca va ancorata sempre e solo di prua, in modo da volgere la poppa a valle e pescare nella fossa che abbiamo scelto, non è consigliabile ancorarsi con due ancore, ossia una a prua e una a poppa, anche se si fa fatica a stare fermi, perché è molto pericoloso per la stabilità dell’imbarcazione in corrente, soprattutto al passaggio d’altri natanti, infatti il moto ondoso provocato e l’impossibilità della nostra  imbarcazione di assecondarlo, perché troppo legata, può portare un onda all’interno dello scafo, con possibile affondamento. Rispettando tali e semplici consigli, state pur certi che il vostro ancoraggio sarà sicuro e duraturo, e potrete pescare ovunque lo vogliate senza incorrere in inutili pericoli, per tutto il tempo voluto. Molti legano la cima dell’ancora alla bitta dell’imbarcazione con nodi non facilmente scioglibili, in questo modo in caso di un eventuale pericolo in cui dobbiamo disancorarci d’urgenza gettando via l’ancora, non ci sarà possibile farlo.

Il nodo corretto da effettuare sulla bitta d’ormeggio, lo vedete riprodotto qui sotto ; se legate alla fine della cima dell’ancora una boa galleggiante tipo quelle da sub o da ormeggio, potrete dopo averla lanciata in acqua recuperarla con facilità e sicurezza.

Bitta d'ormeggio

Chain Clower

Per ormeggi sicuri

Il carico di rottura è uguale alla catena, evita lo scavallamento della catena dal barbotin, preserva la frizione del verricello da colpi e shock, annulla la trasmissione di noiose vibrazioni a bordo.

Il nodo giusto…

Volta di galloccia


09/01/2009

La manutenzione invernale: controlli e consigli prima del rimessaggio

Alcuni suggerimenti per una perfetta efficienza della vostra imbarcazione .

Con l’arrivo dell’inverno, della neve e del freddo “polare”, anche i navigatori più temerari mettono a riposo la barca.

Verifichiamo quindi di aver predisposto al meglio la nostra barca per ritrovarla in ottime condizioni la prossima stagione. Vero, si tratta di una giornata di lavoro intensa ma non certo “persa”: i risultati saranno ben apprezzati alla ripresa delle attività.

Le vele

Per prima cosa devono essere accuratamente lavate. Il sale non giova poiché attirando l’umidità favorisce il proliferare di muffe. Suggeriamo l’uso di Sail Cleaner.

Dopo averle lavate, lasciarle asciugare issate, smontarle, piegharle il meno possibile evitando di ripetere gli stessi punti di piega precedentemente utilizzati e conservarle in un luogo asciutto e ventilato.

Bisogna ricordare di verificare anche spinnaker e gennaker, verificando la loro integrità, ripiegandoli accuratamente e riponendoli nelle loro custodie. Meglio lasciare aperte le custodie per maggior ventilazione.

Il cordame

Sbarcare le scotte, lavarle con un po’ di detersivo delicato, meglio se specifico. Qualcuno suggerisce un risciacquo ultimo con uso di ammorbidente.

Stessa sorte per ogni drizza o cima presente a bordo: si favorirà così la maggior durata nel tempo nonchè una maggior morbidezza, migliorandone l’usabilità.

I tessuti

Smontare il lazy bag, il copriranda,  lo spry hood , il copri fiocco e l’eventuale tendalino estivo o bimini. Dopo averli lavati con acqua e un po’ di detersivo delicato, lasciarli asciugare completamente. L’utilizzo di prodotti delicati specifici consente di evitare di danneggiare il trattamento impermeabilizzante.  Spruzzare lubrificante non oleoso nelle cerniere per evitare l’ossidazione. Conservare in luogo asciutto e ventilato.

Le attrezzature di coperta

Laviare abbondantemente il rulla fiocco con acqua dolce e lubrificarlo. Con una cimetta bloccare il meccanismo e la drizza.  Proteggere la barca con il tendalino invernale avendo pero’ cura di non sigillarla, ricordandosi che una ventilazione adeguata è importante.

Sciacquare con acqua dolce abbondante l’ancora e il salpancoraLubrificare lo stesso salpancora, i suoi contatti elettrici e i contatti del comando con opportuni lubrificanti. Togliere l’ancora dal musone e depositarla  nel suo alloggiamento. Lubrificare la puleggia. Prima di riporre il tutto nel vano, ricordarsi di pulire e liberare dalla sporcizia lo scarico del vano dell’ancora per evitare che l’acqua possa stagnare.

Lubrificare i contatti dell’autopilota, se modello per barra, e i contatti del quadro comandi se facilmente ispezionabili.

Sciacquare con abbondante acqua dolce winch e stopper e bozzelli e lubrificarli con appositi lubrificanti

Le attrezzature di bordo

Svuotare completamente l’impianto idrico, dopo aver riempito il serbatoio con acqua e amuchina:  in questo modo si eviterà che l’acqua residua possa imputridire.

Pulire i filtri della pompa dell’acqua ed eventualmente della pompa di scarico doccia.

Lavare accuratamente il wc avendo cura di sciacquarlo con abbondante acqua fredda, scaricando poi il circuito. Avere cura di chiudere tutte le prese a mare.

Alzare i paglioli, pulendo la parte sottostante da tutto lo sporco e/o muffe accumulatesi. Utilizzare prodotti specifici sgrassanti, risciacquare abbondantemente e asciugare.

Proteggere con uno strato di grasso i bulloni di serraggio della chiglia.

Controllare la pompa di sentina pulendo la griglia di protezione e togliendo lo sporco solido dal suo alloggiamento, per evitare possibili grippaggi.

Togliere dall’alloggiamento il contamiglia, serrando bene con l’apposito tappo.

Alzare le cuscinerie, lasciare aperti gavoni, armadi, stipetti.

Disporre almeno  tre deumidificatori con i relativi sali.

Se la barca viene rimessata a terra ricordiamoci di  fare l’invernaggio del motore.

A barca a terra rimessata o in sede di ripristino dell’antivegetativa, controllare attentamente le prese a mare e i passascafi.

Ricordarsi di togliere la bombola del gas proteggendo il regolatore con pezzo di tessuto e ricordarsi di riempire completamente il serbatoio di gasolio: in questo modo si evita la formazione di condensa e quindi acqua nel serbatoio ad inizio stagione.

02/12/2008

La scelta dell’antivegetativa: i suggerimenti tecnici di Sailorado

Filed under: nautica, refitting, vela — Tag:, , , , , , , , — sailorado @ 11:26


La scelta più corretta dell’antivegetativa dipende da diversi fattori che vanno sempre considerati:

  • dall’imbarcazione
  • dalla sua velocità
  • dalle caratteristiche dell’acqua
  • dal porto di attracco
  • dalla frequenza di navigazione…

Le antivegetative si compongono di due elementi: la matrice ed il biocida.

La matrice ha la funzione di incorporare i pigmenti, le cariche ed il biocida e deve permettere il rilascio graduale di quest’ultimo nell’acqua.
Secondo il tipo di matrice utilizzata, cambia la diffusione nell’acqua.
E’ infatti questo processo che caratterizza le diverse tipologie di antivegetativa.

Sulla base di quanto sopra abbiamo 3 tipi di antivegetative:

Antifouling a matrice dura

Il legante di questo tipo di antivegetativa è un polimero (in generale di natura vinilica o acrilica).

Il biocida contenuto è presente in quantità elevata per permettere un contatto diretto della superficie dell’imbarcazione con l’acqua di mare, esercitando così l’azione antivegetativa.

Queste antivegetative hanno una buona resistenza meccanica al film e possono essere applicate in spessore.

Sono particolarmente indicate per le imbarcazioni veloci (30-35 nodi) o dalla navigazione costante, ed allo stesso tempo per delle imbarcazioni che si fermano in acque caratterizzate da forti correnti.

L’ALTURA 619 offre la possibilità di mantenere una carena pulita per tutto un anno. Il prodotto è molto poco sensibile alle variazioni dell’acqua (temperature, salinità, inquinamento) e conserva la sua efficacia in tutti i porti (Atlantico o Mediterraneo).

In questi anni la costanza dei suoi risultati ha permesso all’antivegetativa ALTURA 619 di posizionarsi come il miglior prodotto del mercato.

La SCIROCO 622 è stata elaborata per le acque lagunari, i laghi ed i canali.

Antifouling idrofila (matrice mista)

La CORSA 642 è un’antivegetativa di nuova generazione, idrofila semicorrosiva studiata per le imbarcazioni veloci in alluminio, legno, acciaio e vetroresina.

Questo prodotto è sicuramente molto apprezzato dai professionisti, regatanti e velocisti per il suo punto di bianco, la resistenza ai raggi UV e per il suo elevato potere antivegetativo e soprattutto per una eccellente qualità di scorrimento.

Ed aumentando l’additivo REGAFLON si ottiene ancora un sensibile aumento del potere di scivolamento.


Antifouling autopulente

Antivegetativa la cui matrice ha una diffusione controllata dei suoi elementi.

Il prodotto assorbe l’acqua che provoca una dissoluzione graduale della matrice.

L’azione chimica dell’acqua, collegata all’azione meccanica data dal movimento della barca, rigenera ogni mano di antivegetativa (azione ablativa).

In questo modo la diffusione di biocidi è più regolare ed assicura un ottimo funzionamento all’ antivegetativa.

MISTRAL 633 è un’antivegetativa autopulente, con un’azione sinergica molto forte.

La sua azione antivegetativa si svolge in modo graduale e resta efficace fino all’ultima mano.

E’ indicata per le imbarcazioni veloci.

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