Sailorado

19/02/2009

Scritte adesive personalizzate per barche

Sono molteplici gli utilizzi nautici delle scritte comunemente chiamate adesive e il cui termine tecnico éSCRITTE PRESPAZIATE: dall’indicazione della targa dell’imbarcazione al suo nome, da promozioni sul boma alla presonalizzazione delle dotazioni di sicurezza fino al “tender to”  (T/T).

[clearspring_widget title=”Animoto.com” wid=”46928cc51133af17″ pid=”499d6578b8e8e193″ width=”432″ height=”240″ domain=”widgets.clearspring.com”]

Dopo attento studio della gamma di supporti esistenti sul mercato, Sailorado ha individuato la tipologia di  PVC più idonea, affinchè sia garantita un’eccellente resistenza ad ogni tipo di intemperie: pensiamo ai lavaggi e ai trattamenti per la barca, o ai raggi del sole e alla pulizia quotidiana, la salsedine e gli urti accidentali.

Ma perché la tenuta sia ottimale e la durata sia la più lunga possibile, anche l’applicazione delle scritte prespaziate, per quanto semplice e di sicura efficacia, deve essere fatta con la massima cura.

Ecco qui illustrati tutti i trucchi per una realizzazione professionale ed accurata, dal risultato certo: nessuna grinza, nessuna “bolla” e tutto il bello di una soluzione economica ma d’effetto.

1

ISTRUZIONI PER L’APPLICAZIONE DELLE SCRITTE ADESIVE

TEMPERATURE DI APPLICAZIONE

La temperatura determina l’elasticità  e il grado di viscosità quindi di adesione dell’adesivo.

Le temperature ideali in fase di applicazione sono di 15-20º C. , anche se possono essere applicati fino a temperature comprese tra 10/30º C.

METODI DI APPLICAZIONE

La scelta sul metodo di applicazione di una scritta dipende dal tipo di superficie da decorare, dalla pellicola utilizzata e dalle dimensioni della grafica. Tratteremo di seguito i metodi di applicazione considerando le più comuni situazioni che si possono presentare: il risultato è quello di ottenere una perfetta adesione tra la pellicola e la superficie di scritta senza formazione di bolle, grinze o altro.

USO DELL’APPLICATION TAPE

L’application tape o nastro di trasferimento viene utilizzato per facilitare il posizionamento di marchi o scritte sulla superficie da decorare e per dare più consistenza al film autoadesivo: può essere in carta o trasparente per favorire il montaggio di grafiche a colori.

11

DECORAZIONI PRESPAZIATE MEDIO/PICCOLE (CON APPLICATION TAPE)

Metodo asciutto

1111

A) Posizionare la scritta (accoppiata al Tape) sulla superficie e applicare un nastro da carrozzieri sul lato superiore.

B) Rovesciare la scritta verso l’alto e togliere la carta protettiva.

C) Riportare il marchio in posizione e iniziare l’applicazione spatolando dall’alto verso il basso energicamente.

D) Togliere l’application Tape formando un’angolazione di 180º.

DECORAZIONI PRESPAZIATE MEDIO/GRANDI (CON APPLICATION TAPE)

1111

A) Nel caso di decorazioni medio/grandi è opportuno bloccare il lato in alto con il nastro da carrozziere.

B) Date le dimensioni della grafica togliere solo parzialmente il Liner ripiegandolo verso l’interno ed iniziare a spatolare.

C) Continuare a spatolare dall’alto al basso contemporaneamente tirando il Liner verso il basso

D) A fine applicazione rimuovere l’application Tape con un’angolazione di 180º.

Metodo bagnato (con Application Tape)

Consiste nello spruzzare uniformemente con vaporizzatore il liquido composto da una soluzione a base di acqua e sapone, su tutta la superficie adesiva della pellicola e sulla superficie da decorare. Posizionare la scritta e spatolare energicamente dal centro verso i lati e dall’alto al basso assicurandosi che tutto il liquido sia rimosso. Infine togliere l’application Tape formando un’angolazione di 180º.

ATTENZIONE:

– Con il metodo bagnato il livello massimo di adesività  della pellicola è ritardato (circa 48 ore).

– Per applicazioni con l’application tape attendere 30 minuti prima di rimuoverlo.

Annunci

09/02/2009

Trattamento acque nere a bordo: Sailorado propone la protezione ambientale

L’evoluzione della legiferazione in materia di protezione ambientale ha portato negli Stati Uniti all’obbligo di dotare tutte le imbarcazioni di un sistema di sanificazione delle acque nere.

Questa normativa, non ancora obbligatoria in Italia, ha però consentito di sviluppare tecnologie decisamente innovative per il trattamento degli scarichi reflui.

Per chi non vuole dotare la propria imbarcazione di un serbatoio di raccolta delle acque, ma ha comunque il desiderio di rispettare maggiormente l’ambiente marino, è possibile da oggi utilizzare un depuratore ecologico.

l’Electro Scan
della Raritan è un depuratore rifiuti WC certificato U.S. Coast Guard, di Tipo I MSD (Marine Sanitation Device), per scarichi fuori bordo su barche fino a 65’.

Permette di trasformare qualsiasi WC di bordo manuale o elettrico in un impianto ecologico.

Elimina le casse di raccolta acque nere ed i WC chimici.

I rifiuti provenienti dal WC vengono finemente triturati e contemporaneamente disinfettati e deodorati dal cloro che si sviluppa dal sale dell’acqua di mare tramite un processo elettrolitico.

Lo scarico completamente liquido è perciò senza rifiuti galleggianti e batteriologicamente puro senza aggiunta di dannosi additivi chimici.

Di semplice e facile installazione, grazie alle sue dimensioni estremamente ridotte, può essere montato ad una distanza dal WC dai 90 ai 150 cm.

Si può utilizzare con due WC sia manuali che elettrici. Completamente automatico il suo ciclo di funzionamento è di circa 2 minuti.

La corrente dell’elettrodo è controllata dal sistema per un consumo ottimale. Entrata da 1’1/2 gas, uscita per tubo Ø mm. 40. Collegando il pannello di comando al relè si attiva direttamente il wc elettrico.

Una soluzione pratica, compatta e indispensabile a bordo di ogni imbarcazione che voglia rispettare innanzitutto il mare.

14/01/2009

Ancore ed ancoraggio della barca: piccolo vademecum su Sailorado

1-2-5 ottime in generale

3-4 ottima su fango e sabbia

6 buona in generale

7 discreta in generale, ottima su fondo pietroso

Nel Mediterraneo si possono incontrare diversi tipi di fondale: di sabbia, di terra e di sassi o prismi. A seconda del tipo di fondo esistono ancore più o meno adatte, ad un corretto, facile e soprattutto duraturo ancoraggio. In caso di fondali sabbiosi, l’ancora più adatta è quella del tipo danforth (fig.2) mentre per i fondali di terra o con prismi è più affidabile il tipo ad ombrello (fig.1). Ovviamente il peso dell’ancora dovrà essere proporzionato alla stazza e alla lunghezza dell’imbarcazione, e soprattutto dovremo tenere conto della forza della corrente del tratto in cui vogliamo sostare per poter pescare, non si può di certo pensare di ancorare in corrente una barca di 5 metri con un’ancora di un chilogrammo. Un accessorio utile da utilizzare abbinata all’ancora, è una catena d’acciaio lunga almeno un metro (fig.2), la quale aiuta l’ancora a rimanere più schiacciata sul fondo in posizione corretta e ne facilita l’aggrappo.

Fig.1: ancora di tipo ad ombrello
Fig. 2 ancora di tipo danforth con
catena

Legata la catena, ovviamente, ci vuole una robusta cima di almeno trenta metri, in modo da potersi ancorare utilizzando sempre 10-15 metri di cima in più rispetto alla
profondità del fondale. In questo modo l’ancora si troverà in posizione migliore per aggrappare e la pressione esercitata dall’acqua sulla cima sarà minore, rispetto ad un ancoraggio con poca cima, permettendo così una sosta prolungata nel tempo.

La barca va ancorata sempre e solo di prua, in modo da volgere la poppa a valle e pescare nella fossa che abbiamo scelto, non è consigliabile ancorarsi con due ancore, ossia una a prua e una a poppa, anche se si fa fatica a stare fermi, perché è molto pericoloso per la stabilità dell’imbarcazione in corrente, soprattutto al passaggio d’altri natanti, infatti il moto ondoso provocato e l’impossibilità della nostra  imbarcazione di assecondarlo, perché troppo legata, può portare un onda all’interno dello scafo, con possibile affondamento. Rispettando tali e semplici consigli, state pur certi che il vostro ancoraggio sarà sicuro e duraturo, e potrete pescare ovunque lo vogliate senza incorrere in inutili pericoli, per tutto il tempo voluto. Molti legano la cima dell’ancora alla bitta dell’imbarcazione con nodi non facilmente scioglibili, in questo modo in caso di un eventuale pericolo in cui dobbiamo disancorarci d’urgenza gettando via l’ancora, non ci sarà possibile farlo.

Il nodo corretto da effettuare sulla bitta d’ormeggio, lo vedete riprodotto qui sotto ; se legate alla fine della cima dell’ancora una boa galleggiante tipo quelle da sub o da ormeggio, potrete dopo averla lanciata in acqua recuperarla con facilità e sicurezza.

Bitta d'ormeggio

Chain Clower

Per ormeggi sicuri

Il carico di rottura è uguale alla catena, evita lo scavallamento della catena dal barbotin, preserva la frizione del verricello da colpi e shock, annulla la trasmissione di noiose vibrazioni a bordo.

Il nodo giusto…

Volta di galloccia


09/01/2009

La manutenzione invernale: controlli e consigli prima del rimessaggio

Alcuni suggerimenti per una perfetta efficienza della vostra imbarcazione .

Con l’arrivo dell’inverno, della neve e del freddo “polare”, anche i navigatori più temerari mettono a riposo la barca.

Verifichiamo quindi di aver predisposto al meglio la nostra barca per ritrovarla in ottime condizioni la prossima stagione. Vero, si tratta di una giornata di lavoro intensa ma non certo “persa”: i risultati saranno ben apprezzati alla ripresa delle attività.

Le vele

Per prima cosa devono essere accuratamente lavate. Il sale non giova poiché attirando l’umidità favorisce il proliferare di muffe. Suggeriamo l’uso di Sail Cleaner.

Dopo averle lavate, lasciarle asciugare issate, smontarle, piegharle il meno possibile evitando di ripetere gli stessi punti di piega precedentemente utilizzati e conservarle in un luogo asciutto e ventilato.

Bisogna ricordare di verificare anche spinnaker e gennaker, verificando la loro integrità, ripiegandoli accuratamente e riponendoli nelle loro custodie. Meglio lasciare aperte le custodie per maggior ventilazione.

Il cordame

Sbarcare le scotte, lavarle con un po’ di detersivo delicato, meglio se specifico. Qualcuno suggerisce un risciacquo ultimo con uso di ammorbidente.

Stessa sorte per ogni drizza o cima presente a bordo: si favorirà così la maggior durata nel tempo nonchè una maggior morbidezza, migliorandone l’usabilità.

I tessuti

Smontare il lazy bag, il copriranda,  lo spry hood , il copri fiocco e l’eventuale tendalino estivo o bimini. Dopo averli lavati con acqua e un po’ di detersivo delicato, lasciarli asciugare completamente. L’utilizzo di prodotti delicati specifici consente di evitare di danneggiare il trattamento impermeabilizzante.  Spruzzare lubrificante non oleoso nelle cerniere per evitare l’ossidazione. Conservare in luogo asciutto e ventilato.

Le attrezzature di coperta

Laviare abbondantemente il rulla fiocco con acqua dolce e lubrificarlo. Con una cimetta bloccare il meccanismo e la drizza.  Proteggere la barca con il tendalino invernale avendo pero’ cura di non sigillarla, ricordandosi che una ventilazione adeguata è importante.

Sciacquare con acqua dolce abbondante l’ancora e il salpancoraLubrificare lo stesso salpancora, i suoi contatti elettrici e i contatti del comando con opportuni lubrificanti. Togliere l’ancora dal musone e depositarla  nel suo alloggiamento. Lubrificare la puleggia. Prima di riporre il tutto nel vano, ricordarsi di pulire e liberare dalla sporcizia lo scarico del vano dell’ancora per evitare che l’acqua possa stagnare.

Lubrificare i contatti dell’autopilota, se modello per barra, e i contatti del quadro comandi se facilmente ispezionabili.

Sciacquare con abbondante acqua dolce winch e stopper e bozzelli e lubrificarli con appositi lubrificanti

Le attrezzature di bordo

Svuotare completamente l’impianto idrico, dopo aver riempito il serbatoio con acqua e amuchina:  in questo modo si eviterà che l’acqua residua possa imputridire.

Pulire i filtri della pompa dell’acqua ed eventualmente della pompa di scarico doccia.

Lavare accuratamente il wc avendo cura di sciacquarlo con abbondante acqua fredda, scaricando poi il circuito. Avere cura di chiudere tutte le prese a mare.

Alzare i paglioli, pulendo la parte sottostante da tutto lo sporco e/o muffe accumulatesi. Utilizzare prodotti specifici sgrassanti, risciacquare abbondantemente e asciugare.

Proteggere con uno strato di grasso i bulloni di serraggio della chiglia.

Controllare la pompa di sentina pulendo la griglia di protezione e togliendo lo sporco solido dal suo alloggiamento, per evitare possibili grippaggi.

Togliere dall’alloggiamento il contamiglia, serrando bene con l’apposito tappo.

Alzare le cuscinerie, lasciare aperti gavoni, armadi, stipetti.

Disporre almeno  tre deumidificatori con i relativi sali.

Se la barca viene rimessata a terra ricordiamoci di  fare l’invernaggio del motore.

A barca a terra rimessata o in sede di ripristino dell’antivegetativa, controllare attentamente le prese a mare e i passascafi.

Ricordarsi di togliere la bombola del gas proteggendo il regolatore con pezzo di tessuto e ricordarsi di riempire completamente il serbatoio di gasolio: in questo modo si evita la formazione di condensa e quindi acqua nel serbatoio ad inizio stagione.

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.